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hippocrates.jpg (7302 bytes)  LA LISTA PER RIFONDARE L'ORDINE

 

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STAMPA MEDICA

In questa sezione sono riportate le proposte preliminari di lavoro delle commissioni ordinistiche. Questo capitolo permette un iniziale approfondimento di alcune  tematiche e argomenti che verranno discussi dai componenti delle diverse commissioni, con lo scopo di produrre documenti e proposte che verranno esaminate durante i Consigli dell'Ordine.

1.      ORDINE E ISTITUZIONI.

La nostra situazione professionale è oggi molto delicata, è indispensabile che il nostro Ordine professionale si svolga una relazione in modo costruttivo con le principali strutture istituzionali che hanno come finalità quella di coordinare le attività sanitarie sul territorio, come la Regione Lombardia, la ASL Città di Milano, gli Assessorati Comunali. L’Ordine istituzionale dovrà pertanto condividere gli obiettivi e le strategie delle istituzioni nel rispetto dell’autonomia della professione, mantenendo il proprio ruolo indipendente. 

2.      AGGIORNAMENTO. L’aggiornamento è lo strumento indispensabile a promuovere un cambiamento professionale in qualunque ambito, quindi anche nei medici. A oggi l’aggiornamento oscilla fra progetti, che hanno spesso la sola finalità di indurre un risparmio prescrittivo e progetti aziendali finalizzati a un approccio esclusivamente farmacologico. Esistono quindi ambiti professionali in cui il medico non riceve alcuna informazione specifica. La commissione dovrà condurre un’analisi di bisogni formativi fra i medici di Milano e Provincia, per poi organizzare, direttamente o indirettamente, dei corsi in Milano. L’Ordine come provider indipendente, potrà erogare direttamente attività formative specifiche oppure attribuire un patrocinio a eventi organizzati da altri provider, a patto che rispettino alcune caratteristiche di Qualità i cui criteri saranno definiti dalla Commissione. La commissione dovrà coinvolgere medici esperti in formazione provenienti da differenti realtà associative. L’obiettivo è di costruire per ogni singolo medico un “portafoglio formativo”, che lo accompagni nella sua attività professionale.

3.      PUBBLICITA'. I medici e gli odontoiatri liberi professionisti e le strutture ambulatoriali di diagnostica strumentale e di laboratorio hanno la necessità di farsi pubblicità per farsi conoscere.  La tipologia dei messaggi può tuttavia entrare in contrasto con il principio della tutela della salute del cittadino, qualora i messaggi pubblicitari diffondano notizie suggestive ma non veritiere, La disciplina sulla pubblicità è quindi regolamentata dal Codice Deontologico con gli articoli 53/56, mentre sul piano legislativo la pubblicità è regolamentata dalla Legge 175, modificata dalla Leggi 42/1999 e 362/1999 seguita dal regolamento del DM 657/1994. Il compito della commissione sarà quello di tutelare gli utenti, nel rispetto delle norme vigenti.

4.      MEDICINA DI FAMIGLIA. L’ambulatorio del medico di famiglia è stato considerato il primo baluardo e cardine del SSN, di fatto, al medico di famiglia è stato affidato un numero crescente di competenze burocratiche che stanno soffocando il suo lavoro. Il medico di famiglia, nella sua duplice veste d’incaricato di pubblico servizio e contemporaneamente di professionista legato alla “fiducia” dell’utente, si trova spesso nelle circostanze di essere sottoposto a sollecitazioni contrastanti. Di fatto il miglioramento delle performance del medico di famiglia è considerato un punto saliente per la tutela del sistema salute. L’ACN a oggi, tende a stimolare prevalentemente le performance organizzative del medico tuttavia una maggior efficacia del sistema professionale può essere raggiunta migliorando le conoscenze specifiche e la qualità delle prestazioni erogate grazie all’aggiornamento post graduate universitario.

5.      DIRIGENZA MEDICA. La normativa riferita alla Dirigenza medica è la conseguenza dell’evoluzione che si è verificata dall’entrata in vigore della Legge n 833/1978 e che è stato poi modificato da molte norme, sino alla Legge 26 maggio 2004 n° 138 che ha rimosso il vincolo imposto dal Dlgs n° 229/1999 secondo il quale l’esclusività del rapporto era una conditio sine qua non, per aspirare all’incarico di direttore di struttura. La definizione delle caratteristiche dei dirigenti medici è d’importanza fondamentale per il progredire delle strutture sanitarie in senso lato.  Il compito della commissione sarà quello di controllare la corretta applicazione delle norme vigenti.

6.      OSPEDALITA' PRIVATA. Un’importante attività lavorativa è quella erogata dalle strutture sanitarie private, dagli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di diritto privato, dalle strutture riconosciute come presidi ASL ai sensi dell’art. 43, comma 2, legge 833/1978, dai centri di riabilitazione. La Qualità delle prestazioni sanitarie è a oggi, un vero e proprio dilemma dei sistemi sanitari, che cercano di trovare le soluzioni adeguate al miglioramento delle prestazioni. La qualità può rappresentare il denominatore comune per il confronto fra differenti strutture. Gli obiettivi del sistema qualità possono essere definiti come: sicurezza dei pazienti, strutture centrate sul paziente e non sulla malattia, efficienza, efficacia, tempistica degli interventi ed equità nell’erogazione delle prestazioni. Questi strategie, tipiche delle strutture certificate, sono potenzialmente in grado di affrontare le necessità degli utenti, misurando le caratteristiche strutturali, dei processi organizzativi, le modalità d'erogazione delle prestazioni. Il sistema qualità può essere parametro di confronto fra strutture differenti, di vario tipo a condizione che abbiano tutte caratteristiche organizzative e d’erogazione simili. A oggi il processo certificativo è applicato solo ad alcune strutture, ma in un prossimo futuro è possibile che tali procedure e i conseguenti controlli da parte di enti terzi, siano estesi anche ad altre strutture. Etica delle prestazioni e Qualità sono un binomio determinante, per la sicurezza dei professionisti e degli utenti. L’Ordine dovrà vigilare sulle modalità di erogazione delle prestazioni e sulle modalità di lavoro dei professionisti all’interno delle strutture private.

7.      SPECIALISTI AMBULATORIALI. La medicina specialistica ambulatoriale rappresenta, nella realtà sanitaria milanese un importante e prezioso collegamento tra medico di famiglia e ospedale. Essa garantisce al medico di famiglia la possibilità di avere in tempi ragionevoli un consiglio sull'iter diagnostico – terapeutico – assistenziali più indicate per il paziente in esame. Lo specialista ambulatoriale può alleggerire significativamente il carico ospedaliero con un'opera efficace di filtro per le situazioni cliniche che non richiedono ricovero ospedaliero. Per raggiungere compiutamente questi risultati è necessario però che le diverse professionalità mediche (medici di famiglia, specialisti ambulatoriali e ospedalieri) parlino lo stesso linguaggio. La commissione si prefigge: A. di rendere più costruttiva la collaborazione tra le citate categorie di sanitari e di tutelare la dignità professionale degli specialisti ambulatoriali, mettendo l'accento sul valore e sull'utilità dell'opera da loro svolta.”. B. Difendere la qualità della prestazione specialistica ambulatoriale. C. Semplificare le attività degli specialisti non riducendo ulteriormente i tempi della visita ed eliminando inefficienze, arroganza e disorganizzazioni.

8.      MEDICINA PENITENZIARIA. La medicina penitenziaria ha il compito di curare i reclusi e facilitarne il loro reinserimento sociale. Lo stato di reclusione costituisce un esempio di condizione in cui è possibile un’aumentata trasmissione delle malattie, in particolare quelle sessualmente trasmesse. La convivenza forzata porta a una maggiore prevalenza di alcune malattie organiche, mentre le sofferenze psicologiche che si manifestano in ambienti coatti rappresentano un grave problema, anche per le frequenti ricadute che ostacolano il reinserimento dei soggetti incriminati. Il Dl 22 giugno 1999, n° 230 ha sancito il diritto alla salute dei detenuti e degli internati nelle carceri. L’articolo 8 del citato decreto ha stabilito che dal 1° gennaio 2000 sono trasferite al SSN le funzioni sanitarie svolte dall’amministrazione penitenziaria, è quindi indispensabile creare un percorso formativo che permetta di trasferire le conoscenze della moderna medicina al contesto coatto della medicina penitenziaria.

9.      TERAPIA DEL DOLORE E CURE PALLIATIVE. La terapia del dolore ha come finalità quella di sollevare il paziente da inutili sofferenze correlate al suo stato clinico. L’approccio della terapia del dolore non dovrebbe tuttavia essere concentrato solo ed esclusivamente sulla risoluzione del sintomo dolore, ma dovrebbe essere caratterizzato da una valutazione olistica delle necessità del paziente. La Commissione potrà redigere i criteri di valutazione ed’intervento in questo delicato ambito clinico.

10. MEDICINA LEGALE E ASSICURAZIONI. La Regione Lombardia con la Legge Regionale n°31 dell’11 luglio 1977, all’articolo 8, comma 8, ha istituito all’interno dell’Azienda socio Sanitaria, il Servizio di Medicina Legale, cui sono affidati compiti certificativi e di polizia mortuaria. L’Istituto Superiore di Sanità nel febbraio 2001, nell’approvare le linee guida per la prevenzione sanitaria e per l’organizzazione del Dipartimento di Prevenzione ASL ha proposto l’autonomia e la competenza del servizio di medicina legale, anche se è necessario tuttavia identificare gli indicatori di qualità della disciplina per implementare queste linee guida ISS. Dal punto di vista certificativo devono essere studiati protocolli unici per le commissioni patenti, per lo studio delle cartelle cliniche e l’identificazione del rischio di esposizione potenziale a procedimenti legale (risk management), per le commissioni d’invalidità.

11. TAVOLO EUROPEO. La qualità dell’assistenza sanitaria, con il passare degli anni, diviene sempre più transnazionale, anche se l’erogazione dei servizi ha uno sviluppo prevalentemente regionale. In questa contraddizione, la commissione potrà studiare le linee guida a disposizione dei medici italiani, frequentemente riferite a realtà anglosassoni, trasferendole, dove possibile, all’assistenza italiana. Si propone la collaborazione fra Ordine dei Medici di Milano e le principali realtà europee, con la finalità di evidenziare se in altri Paesi dell’Unione, sono stati affrontati e risolti i problemi che affliggono anche le nostre realtà metropolitane. Inoltre, la libera circolazione dei medici all’interno dell’UE, richiede un’attenta definizione delle caratteristiche dei medici UE che possono operare sul territorio italiano. Dette caratteristiche devono tener conto degli analoghi processi oggi che i paesi stranieri richiedono ai medici italiani.  La commissione dovrà coinvolgere medici esperti in formazione provenienti da differenti realtà associative. Le principali associazioni europee con struttura ordinistica sono la CEOM (nata nel 1972 come CIO, conferenza internazionale degli Ordini, che ha in seguito assunto la denominazione di Conferenza Internazionale Ordini dei Medici), l’AEMH (Associazione Europea Medici Ospedalieri), l’UEMO (Unione Europea Medici di Medicina Generale), la CODE (Conferenza Ordini Dentisti Europei), la IAMRA (Associazione internazionale Autorità di Controllo dei Medici), l’UEMS (Unione Europea Medici specialisti), il CEPLIS (Consiglio europeo delle Professioni Liberali).  

12.  COMMISSIONE ASSOCIAZIONI MEDICHE TERRITORIALI. La commissione si propone di mantenere i contatti fra le differenti associazioni mediche territoriali, con la finalità di migliorare la comunicazione fra associazioni e Ordine.

13. MEDICINA NON CONVENZIONALE. La Medicina non Convenzionale è definita come quell'insieme di tecniche terapeutiche non ancora sufficientemente conosciute dal punto di vista del meccanismo d'azione e dell’efficacia terapeutica, perciò non sono collocate all'interno della Medicina Ufficiale o Accademico, quell’insieme di teorie, di conoscenza e di pratica che sono trasmessa nel corso degli studi universitari. E' un insieme d’idee e di pratiche molto diverse e fra loro eterogenee; si passa da etnomedicine come la Medicina Ayurvedica, lo sciamanismo o la Medicina Tradizionale Cinese, a terapie messe a punto due secoli or sono come il mesmerismo e l'omeopatia e infine tecniche che datano non più di 30 anni. Obiettivo della commissione è quello di puntualizzare, catalogare e studiare le modalità d’organizzazione di queste strutture, l’integrazione con la medicina convenzionale e le problematiche legate al riconoscimento legale di queste medicine con relativi problemi degli specialisti che le esercitano, dei pazienti che ne fruiscono e dei medici che hanno in ogni caso in cura i pazienti. L’Ordine può ricoprire un ruolo decisivo nella corretta interlocuzione tra medicina convenzionale e non convenzionale.  Tra le iniziative da prevedere vi sono corsi, congressi, ricerche sul territorio e istituzione di un registro delle attività.

14. GIOVANI MEDICI E CONTINUITA’ ASSISTENZIALE. Le attività ambulatoriali sono oggi caratterizzate da crescenti obblighi amministrativi burocratici che penalizzano pesantemente la professione e riducono il tempo da attribuire alle fasi diagnostico terapeutiche e rendono più precario il rapporto medico – paziente. Il medico in formazione non è necessariamente preparato a queste competenze amministrative L’Ordine deve essere il punto di forza per implementare strategie professionali finalizzate a migliorare l’inserimento dei giovani colleghi nel SSN oggi in continua evoluzione. La continuità assistenziale proposta dai recenti Patti Aziendali, ha posto l’accento su come è possibile estendere l’assistenza primaria a pazienti che non necessariamente appartengono ad un gruppo di utenti legati da una rapporto di fiducia precostruito. Questa evoluzione del servizio è caratterizzata da un aggravio burocratico legato alla necessità di documentare le scelte diagnostico – terapeutiche del medico. L’Ordine deve poter creare percorsi formativi e strategie di management adatte al nuovo ruolo e alle nuove competenze e difendere la professionalità dei colleghi coinvolti in questo tipo di servizio così importante per la popolazione.

15.  PSICHIATRIA - RAPPORTI PSICOTERAPEUTICI. I disturbi psichiatrici, in primis il disturbo depressivo nel senso più ampio del termine, rappresentano all’atto della presente redazione, circa il 30% delle malattie che sono anche presenti nello studio del medico di famiglia. Il Piano Socio Sanitario Regionale ha mostrato come il paziente psichiatrico molto disturbato, sia seguito in misura del 3% dai servizi territoriali (CPS, residenze protette, etc.), mentre indicano che i disturbi psichiatrici di lieve e media gravità dovrebbero poter essere presi in carico almeno farmacologicamente – come l’esperienza Britannica degli anni 80 ha indicato - dal medico di famiglia. Di fatto, il Medico di famiglia non sempre può assistere adeguatamente questi pazienti, perché vi possono essere difficoltà di gestione attribuibili a: 1) scarso tempo a disposizione. 2) conoscenze del MMG talvolta obsolete o legate a pregiudizi precedenti all’attuale era farmacologica. Di fronte a questa necessità territoriale, consistente nel riconoscimento precoce del disturbo psichiatrico, nell’intervento terapeutico farmacologico precoce e nel coordinamento d’interventi socioeconomici e rieducativi tramite l’ergoterapia e/o il supporto psicoterapico mirato, l’Ordine deve essere propositivo e coadiuvare la Regione Lombardia nel raggiungimento degli obiettivi comuni per migliorare la salute mentale dei cittadini ottimizzando gli interventi. La commissione dovrà coinvolgere medici esperti in formazione specifica psichiatrica per la Medicina Generale, per strutturare un preciso filtro atto a contenere il referral al secondo livello (specialista psichiatra) da parte degli stessi MMG provenienti da differenti realtà lavorative e di diversa provenienza teorica (in essenza: farmacologi e logoterapeutici ) agli psichiatri di riferimento della realtà milanese.

16. RAPPORTI CON LE AZIENDE. E’ molto importante che esista un rapporto collaborativo e costruttivo fra Ordine dei Medici e Aziende, infatti, una sinergia fra strutture professionali e mondo del lavoro, è lo strumento ideale per consolidare una maggiore coscienza sull’uso corretto delle risorse farmacologiche disponibili.    

17.  FISCO E TRIBUTI. La Commissione potrà preparare un promemoria da distribuire ai medici per facilitare le procedure e le adempienze fiscali, sempre in continua modificazione. Di grande importanza sarà inoltre definire quali vantaggi ci potremo aspettarci dagli studi di settore attualmente in corso.

18. TRATTAMENTO DI QUIESCENZA. Da oltre un decennio è in corso, in Italia, un generale processo di riforma del sistema pensionistico. Tutti i colleghi avvertono l’esigenza di uniformare i contributi pensionistici alle normativa esistenti, nel rispetto della sostenibilità e l’equilibrio finanziario del sistema. È evidente che il nostro sistema previdenziale deve potersi adattare alle necessità del medico riconoscimento, quando possibile, le proprie legittime attese. La commissione potrà pertanto, rendere quanto più agevole possibile l’approccio a questa fase così importante della vita professionale dei medici.

19.  RAPPORTI MEDICI EXTRACOMUNITARI – MEDICINA MULTICULTURALE. Con la caduta delle barriere politiche e la presenza nel Paese di un gran numero d’immigrati si è creato un sovraccarico delle strutture sanitarie, infatti, oltre alle comuni competenze mediche della popolazione stanziale, si sono aggiunti numerosi problemi legati alla diversità delle lingue, alla differente descrizione dei sintomi clinici, al diverso andamento clinico della patologia (esempio la differente sensibilità dei pazienti di colore ai farmaci antipertensivi, oppure come le differenti manifestazioni di disagio psichico). Al medico sono sempre più spesso presentati quadri clinici atipici per l’esperienza italiana come la tubercolosi polmonare, o alcune malattie infettive rare. E’ importante definire un percorso di riflessione su queste problematiche e progettare strumenti di aggiornamento specifici che possano aiutare i colleghi e facilitare l’aggregazione fra medici provenienti da ambiti culturali differenti. E’ necessario inoltre facilitare le attività professionali di medici formati in altri situazioni culturali.

20.            STAMPA MEDICA. La commissione dovrà definire i criteri per un corretto rapporto fra carta stampata e professione medica. I rapporti dovranno essere fondati su rispetto delle norme che regolano la professione, sia dal punto di vista squisitamente normativo che dal punto di vista etico. 

21.  MEDICINA DEL LAVORO. Le adempienze e gli obblighi del medico competente, inizialmente definiti dalla Legge 626, sono stati recentemente modificati. Si configura pertanto la necessità di aggiornare le conoscenze dei medici competenti alle recenti norme e porre l’accento sulla prevenzione dei rischi dell’ambiente di lavoro.  

22.  TELEMEDICINA. La Telemedicina è un’applicazione pratica che il progresso tecnologico ha messo a disposizione dei medici e dei pazienti. Sicuramente può essere un’opportunità per il miglioramento del controllo dei pazienti ambulatoriali ma, come tutte le innovazioni, va disciplinata e ne va implementato l'insegnamento delle corrette tecniche di connessione al sistema. Le regole dobbiamo scriverle noi prima che altri ci costringano ad accettare i loro parametri che spesso non tengono conto dell'aspetto umano di contatto tra il medico e il paziente. Lavoriamo assieme per cogliere le opportunità positive e stigmatizzare i lati oscuri guardando al futuro della nostra professione.

23.  BIOETICA. Nella propria attività professionale il medico impara a modulare i propri comportamenti in funzione alle variabili economiche, sociali, legali. Queste variabili possono modificare profondamente l’esito degli interventi, aumentando o riducendo l’efficacia di alcuni di essi. La pratica della medicina deve quindi conoscere sempre meglio le problematiche tipiche delle fasi più critiche della vita come adolescenza, infanzia, terza e quarta età, palliazione oncologica e fine della vita e come si modifica la comunicazione medico-paziente, al fine di meglio progettare i propri interventi clinici nella tutela del paziente. La Commissione dovrà verificare che siano sempre rispettati la vita e la dignità della persona, criteri guida per l’attività dei medici.

24. PARI OPPORTUNITA'. Le donne medico non sono mai state adeguatamente rappresentate nella professione e, a parità di preparazione, hanno profili di carriera meno prestigiosi. Il nuovo Ordine intende trasferire nella professione l’impegno delle donne e le loro proposte lavorative.

25.  UNIVERSITA', INSEGNAMENTO, RICERCA. Si propone di rendere l’Ordine, un luogo d’interlocuzione, di sviluppo professionale con delega alla trasmissione del sapere medico. Ci proponiamo di correggere la distorsione che ne deriva nella formazione dei giovani medici, solo ed esclusivamente di tipo clinico (disease centered) contrapposta a una valutazione centrata sull’individuo (patient oriented). Si tratta di avviare uno scambio di collaborazioni con l’università, come occasione d’incontro e di crescita professionale sia nel pre sia nel post graduate. L’università può contribuire all’implementazione conoscenze, all'applicazione della ricerca sul territorio tramite l’organizzazione di Congressi e Giornate di studio sui temi cruciali d’attualità dell’esercizio della medicina e dell’organizzazione sanitaria. L’insegnamento della Medicina di Famiglia, dopo il recepimento della Direttiva Comunitaria 2001/19/CE avvenuto con il Dlgs 8 luglio 2003 n 277, è stato inserito fra le discipline da insegnare nell’università, cosa che già avviene nei più recenti sistemi sanitari. Questa evoluzione ha permesso di realizzare processi formativi finalizzati per professionisti con caratteristiche più adeguate alle più recenti modificazioni dei sistemi sanitari. Il discente deve quindi acquisire adeguate conoscenze nella medicina generale. Molte facoltà hanno stipulato accordi con gli Ordini per avere dei facilitatori per queste attività. La commissione valuterà le caratteristiche dei tutor che potranno svolgere quest’attività, in particolare considerando che le metodologie d’approccio all’insegnamento andragogiche sono indispensabili per favorire l’apprendimento degli adulti. Poiché la ricerca in generale e quella clinica in particolare  devono a essere considerata tutti gli effetti un'occasione di formazione e aggiornamento professionale, La Commissione si propone di prendere contatto con le diverse associazioni professionali e/o istituzioni  scientifiche  presenti sul territorio per promuovere  le attivita' di ricerca sul territorio e in Medicina Generale . In quest'ottica la commissione  cerchera' di valorizzare tale attivita' anche per otterne un giusto  riconoscimento ai fini ECM  .

26. VALUTAZIONE APPLICAZIONE ACN E CONTRATTI. La commissione ha la funzione di valutare la reale applicazione degli ACN ed esprimere dei pareri ordinistici sui contenuti presentati negli accordi sottoscritti fra istituzioni e personale medico.

27. ODONTOIATRIA.

La commissione potrà proporre una modifica dei criteri di scelta dei rappresentanti degli Odontoiatri all’interno dell’Ordine, in modo da favorire la rappresentatività delle associazioni degli odontoiatri. Gli obiettivi della commissione sono quelli di trasferire unità, rappresentatività, cambiamento e innovazione, all’interno della professione odontoiatrica.    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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