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In questa sezione sono riportate le proposte preliminari di lavoro delle commissioni ordinistiche. Questo capitolo permette un iniziale approfondimento di alcune tematiche e argomenti che verranno discussi dai componenti delle diverse commissioni, con lo scopo di produrre documenti e proposte che verranno esaminate durante i Consigli dell'Ordine. 1.
ORDINE E
ISTITUZIONI. La
nostra situazione professionale è oggi molto delicata, è indispensabile che il
nostro Ordine professionale si svolga una relazione in modo costruttivo con le
principali strutture istituzionali che hanno come finalità quella di coordinare
le attività sanitarie sul territorio, come la Regione Lombardia, la ASL Città
di Milano, gli Assessorati Comunali. L’Ordine istituzionale dovrà pertanto
condividere gli obiettivi e le strategie delle istituzioni nel rispetto
dell’autonomia della professione, mantenendo il proprio ruolo indipendente.
2.
AGGIORNAMENTO. L’aggiornamento
è lo strumento indispensabile a promuovere un cambiamento professionale in
qualunque ambito, quindi anche nei medici. A oggi l’aggiornamento oscilla fra
progetti, che hanno spesso la sola finalità di indurre un risparmio
prescrittivo e progetti aziendali finalizzati a un approccio esclusivamente
farmacologico. Esistono quindi ambiti professionali in cui il medico non riceve
alcuna informazione specifica. La commissione dovrà condurre un’analisi
di bisogni formativi fra i medici di Milano e Provincia, per poi
organizzare, direttamente o indirettamente, dei corsi in Milano. L’Ordine come
provider indipendente, potrà erogare direttamente attività formative
specifiche oppure attribuire un patrocinio
a eventi organizzati da altri provider, a patto che rispettino alcune caratteristiche di Qualità i cui criteri saranno definiti
dalla Commissione. La commissione dovrà coinvolgere medici esperti in
formazione provenienti da differenti realtà associative. L’obiettivo è di
costruire per ogni singolo medico un “portafoglio formativo”, che lo
accompagni nella sua attività professionale. 3.
PUBBLICITA'. I
medici e gli odontoiatri liberi professionisti e le strutture ambulatoriali di
diagnostica strumentale e di laboratorio hanno la necessità di farsi pubblicità
per farsi conoscere. La tipologia
dei messaggi può tuttavia entrare in contrasto con il principio della tutela
della salute del cittadino, qualora i messaggi pubblicitari diffondano notizie
suggestive ma non veritiere, La disciplina sulla pubblicità è quindi
regolamentata dal Codice Deontologico con gli articoli 53/56, mentre sul piano
legislativo la pubblicità è regolamentata dalla Legge 175, modificata dalla
Leggi 42/1999 e 362/1999 seguita dal regolamento del DM 657/1994. Il compito
della commissione sarà quello di tutelare gli utenti, nel rispetto delle norme
vigenti. 4.
MEDICINA DI
FAMIGLIA. L’ambulatorio del medico di
famiglia è stato considerato il primo baluardo e cardine del SSN, di fatto, al
medico di famiglia è stato affidato un numero crescente di competenze
burocratiche che stanno soffocando il suo lavoro. Il medico di famiglia, nella
sua duplice veste d’incaricato di pubblico servizio e contemporaneamente di
professionista legato alla “fiducia” dell’utente, si trova spesso nelle
circostanze di essere sottoposto a sollecitazioni contrastanti. Di fatto il
miglioramento delle performance del medico di famiglia è considerato un punto
saliente per la tutela del sistema salute. L’ACN a oggi, tende a stimolare
prevalentemente le performance organizzative del medico tuttavia una maggior
efficacia del sistema professionale può essere raggiunta migliorando le
conoscenze specifiche e la qualità delle prestazioni erogate grazie
all’aggiornamento post graduate universitario. 5.
DIRIGENZA
MEDICA. La normativa riferita alla
Dirigenza medica è la conseguenza dell’evoluzione che si è verificata
dall’entrata in vigore della Legge n 833/1978 e che è stato poi modificato da
molte norme, sino alla Legge 26 maggio 2004 n° 138 che ha rimosso il vincolo
imposto dal Dlgs n° 229/1999 secondo il quale l’esclusività del rapporto era
una conditio sine qua non, per aspirare all’incarico di direttore di
struttura. La definizione delle caratteristiche dei dirigenti medici è
d’importanza fondamentale per il progredire delle strutture sanitarie in senso
lato. Il compito della commissione
sarà quello di controllare la corretta applicazione delle norme vigenti. 6.
OSPEDALITA' PRIVATA.
Un’importante attività lavorativa è
quella erogata dalle strutture sanitarie private, dagli istituti di ricovero e
cura a carattere scientifico (IRCCS) di diritto privato, dalle strutture
riconosciute come presidi ASL ai sensi dell’art. 43, comma 2, legge 833/1978,
dai centri di riabilitazione. La Qualità delle prestazioni sanitarie è a oggi, un vero e
proprio dilemma dei sistemi sanitari, che cercano di trovare le soluzioni
adeguate al miglioramento delle prestazioni. La qualità può rappresentare il
denominatore comune per il confronto fra differenti strutture. Gli obiettivi del
sistema qualità possono essere definiti come: sicurezza dei pazienti, strutture
centrate sul paziente e non sulla malattia, efficienza, efficacia, tempistica
degli interventi ed equità nell’erogazione delle prestazioni. Questi
strategie, tipiche delle strutture certificate, sono potenzialmente in grado di
affrontare le necessità degli utenti, misurando le caratteristiche strutturali,
dei processi organizzativi, le modalità d'erogazione delle prestazioni. Il
sistema qualità può essere parametro di confronto fra strutture differenti, di
vario tipo a condizione che abbiano tutte caratteristiche organizzative e
d’erogazione simili. A oggi il processo certificativo è applicato solo ad
alcune strutture, ma in un prossimo futuro è possibile che tali procedure e i
conseguenti controlli da parte di enti terzi, siano estesi anche ad altre
strutture. Etica delle prestazioni e Qualità sono un binomio determinante, per
la sicurezza dei professionisti e degli utenti. L’Ordine dovrà vigilare sulle
modalità di erogazione delle prestazioni e sulle modalità di lavoro dei
professionisti all’interno delle strutture private. 7.
SPECIALISTI
AMBULATORIALI. La medicina
specialistica ambulatoriale rappresenta, nella realtà sanitaria milanese un
importante e prezioso collegamento tra medico di famiglia e ospedale. Essa
garantisce al medico di famiglia la possibilità di avere in tempi ragionevoli
un consiglio sull'iter diagnostico – terapeutico – assistenziali più
indicate per il paziente in esame. Lo specialista ambulatoriale può alleggerire
significativamente il carico ospedaliero con un'opera efficace di filtro per le
situazioni cliniche che non richiedono ricovero ospedaliero. Per raggiungere
compiutamente questi risultati è necessario però che le diverse professionalità
mediche (medici di famiglia, specialisti ambulatoriali e ospedalieri) parlino lo
stesso linguaggio. La commissione si prefigge:
A. di rendere più costruttiva la collaborazione tra le citate categorie di
sanitari e di tutelare la dignità professionale degli specialisti
ambulatoriali, mettendo l'accento sul valore e sull'utilità dell'opera da loro
svolta.”. B. Difendere la qualità
della prestazione specialistica ambulatoriale. C.
Semplificare le attività degli specialisti non riducendo ulteriormente i tempi
della visita ed eliminando inefficienze, arroganza e disorganizzazioni. 8.
MEDICINA
PENITENZIARIA. La medicina penitenziaria
ha il compito di curare i reclusi e facilitarne il loro reinserimento sociale.
Lo stato di reclusione costituisce un esempio di condizione in cui è possibile
un’aumentata trasmissione delle malattie, in particolare quelle sessualmente
trasmesse. La convivenza forzata porta a una maggiore prevalenza di alcune
malattie organiche, mentre le sofferenze psicologiche che si manifestano in
ambienti coatti rappresentano un grave problema, anche per le frequenti ricadute
che ostacolano il reinserimento dei soggetti incriminati. Il Dl 22 giugno 1999,
n° 230 ha sancito il diritto alla salute dei detenuti e degli internati nelle
carceri. L’articolo 8 del citato decreto ha stabilito che dal 1° gennaio 2000
sono trasferite al SSN le funzioni sanitarie svolte dall’amministrazione
penitenziaria, è quindi indispensabile creare un percorso formativo che
permetta di trasferire le conoscenze della moderna medicina al contesto coatto
della medicina penitenziaria. 9.
TERAPIA
DEL DOLORE E CURE PALLIATIVE. La
terapia del dolore ha come finalità quella di sollevare il paziente da inutili
sofferenze correlate al suo stato clinico. L’approccio della terapia del
dolore non dovrebbe tuttavia essere concentrato solo ed esclusivamente sulla
risoluzione del sintomo dolore, ma dovrebbe essere caratterizzato da una
valutazione olistica delle necessità del paziente. La Commissione potrà
redigere i criteri di valutazione ed’intervento in questo delicato ambito
clinico. 10.
MEDICINA LEGALE E
ASSICURAZIONI. La Regione Lombardia con
la Legge Regionale n°31 dell’11 luglio 1977, all’articolo 8, comma 8, ha
istituito all’interno dell’Azienda socio Sanitaria, il Servizio di Medicina
Legale, cui sono affidati compiti certificativi e di polizia mortuaria.
L’Istituto Superiore di Sanità nel febbraio 2001, nell’approvare le linee
guida per la prevenzione sanitaria e per l’organizzazione del Dipartimento di
Prevenzione ASL ha proposto l’autonomia e la competenza del servizio di
medicina legale, anche se è necessario tuttavia identificare gli indicatori di
qualità della disciplina per implementare queste linee guida ISS. Dal punto di
vista certificativo devono essere studiati protocolli unici per le commissioni
patenti, per lo studio delle cartelle cliniche e l’identificazione del rischio
di esposizione potenziale a procedimenti legale (risk management), per le
commissioni d’invalidità. 11.
TAVOLO EUROPEO. La
qualità dell’assistenza sanitaria, con il passare degli anni, diviene sempre
più transnazionale, anche se l’erogazione dei servizi ha uno sviluppo
prevalentemente regionale. In questa contraddizione, la commissione potrà
studiare le linee guida a disposizione dei medici italiani, frequentemente
riferite a realtà anglosassoni, trasferendole, dove possibile, all’assistenza
italiana. Si propone la collaborazione fra Ordine dei Medici di Milano e le
principali realtà europee, con la finalità di evidenziare se in altri Paesi
dell’Unione, sono stati affrontati e risolti i problemi che affliggono anche
le nostre realtà metropolitane. Inoltre, la libera circolazione dei medici
all’interno dell’UE, richiede un’attenta definizione delle caratteristiche
dei medici UE che possono operare sul territorio italiano. Dette caratteristiche
devono tener conto degli analoghi processi oggi che i paesi stranieri richiedono
ai medici italiani. La commissione
dovrà coinvolgere medici esperti in formazione provenienti da differenti realtà
associative. Le principali associazioni europee con struttura ordinistica sono
la CEOM (nata nel 1972 come CIO, conferenza internazionale degli Ordini, che ha
in seguito assunto la denominazione di Conferenza Internazionale Ordini dei
Medici), l’AEMH (Associazione Europea Medici Ospedalieri), l’UEMO (Unione
Europea Medici di Medicina Generale), la CODE (Conferenza Ordini Dentisti
Europei), la IAMRA (Associazione internazionale Autorità di Controllo dei
Medici), l’UEMS (Unione Europea Medici specialisti), il CEPLIS (Consiglio
europeo delle Professioni Liberali). 12.
COMMISSIONE
ASSOCIAZIONI MEDICHE TERRITORIALI. La
commissione si propone di mantenere i contatti fra le differenti associazioni
mediche territoriali, con la finalità di migliorare la comunicazione fra
associazioni e Ordine. 13.
MEDICINA NON
CONVENZIONALE. La Medicina non
Convenzionale è definita come quell'insieme di tecniche terapeutiche non ancora
sufficientemente conosciute dal punto di vista del meccanismo d'azione e
dell’efficacia terapeutica, perciò non sono collocate all'interno della
Medicina Ufficiale o Accademico, quell’insieme di teorie, di conoscenza e di
pratica che sono trasmessa nel corso degli studi universitari. E' un insieme
d’idee e di pratiche molto diverse e fra loro eterogenee; si passa da
etnomedicine come la Medicina Ayurvedica, lo sciamanismo o la Medicina
Tradizionale Cinese, a terapie messe a punto due secoli or sono come il
mesmerismo e l'omeopatia e infine tecniche che datano non più di 30 anni.
Obiettivo della commissione è quello di puntualizzare, catalogare e studiare le
modalità d’organizzazione di queste strutture, l’integrazione con la
medicina convenzionale e le problematiche legate al riconoscimento legale di
queste medicine con relativi problemi degli specialisti che le esercitano, dei
pazienti che ne fruiscono e dei medici che hanno in ogni caso in cura i
pazienti. L’Ordine può ricoprire
un ruolo decisivo nella corretta interlocuzione tra medicina convenzionale e non
convenzionale. Tra le iniziative da
prevedere vi sono corsi, congressi, ricerche sul territorio e istituzione di un
registro delle attività. 14.
GIOVANI MEDICI E
CONTINUITA’ ASSISTENZIALE. Le attività
ambulatoriali sono oggi caratterizzate da crescenti obblighi amministrativi
burocratici che penalizzano pesantemente la professione e riducono il tempo da
attribuire alle fasi diagnostico terapeutiche e rendono più precario il
rapporto medico – paziente. Il medico in formazione non è necessariamente
preparato a queste competenze amministrative L’Ordine deve essere il punto di
forza per implementare strategie professionali finalizzate a migliorare
l’inserimento dei giovani colleghi nel SSN oggi in continua evoluzione. La
continuità assistenziale proposta dai recenti Patti Aziendali, ha posto
l’accento su come è possibile estendere l’assistenza primaria a pazienti
che non necessariamente appartengono ad un gruppo di utenti legati da una
rapporto di fiducia precostruito. Questa evoluzione del servizio è
caratterizzata da un aggravio burocratico legato alla necessità di documentare
le scelte diagnostico – terapeutiche del medico. L’Ordine deve poter creare
percorsi formativi e strategie di management adatte al nuovo ruolo e alle nuove
competenze e difendere la professionalità dei colleghi coinvolti in questo tipo
di servizio così importante per la popolazione. 15.
PSICHIATRIA
- RAPPORTI PSICOTERAPEUTICI. I disturbi
psichiatrici, in primis il disturbo depressivo nel senso più ampio del termine,
rappresentano all’atto della presente redazione, circa il 30% delle malattie
che sono anche presenti nello studio del medico di famiglia. Il Piano Socio
Sanitario Regionale ha mostrato come il paziente psichiatrico molto disturbato,
sia seguito in misura del 3% dai servizi territoriali (CPS, residenze protette,
etc.), mentre indicano che i disturbi psichiatrici di lieve e media gravità
dovrebbero poter essere presi in carico almeno farmacologicamente – come
l’esperienza Britannica degli anni 80 ha indicato - dal medico di famiglia. Di
fatto, il Medico di famiglia non sempre può assistere adeguatamente questi
pazienti, perché vi possono essere difficoltà di gestione attribuibili a: 1)
scarso tempo a disposizione. 2) conoscenze del MMG talvolta obsolete o legate a
pregiudizi precedenti all’attuale era farmacologica. Di fronte a questa
necessità territoriale, consistente nel riconoscimento precoce del disturbo
psichiatrico, nell’intervento terapeutico farmacologico precoce e nel
coordinamento d’interventi socioeconomici e rieducativi tramite
l’ergoterapia e/o il supporto psicoterapico mirato, l’Ordine deve essere
propositivo e coadiuvare la Regione Lombardia nel raggiungimento degli obiettivi
comuni per migliorare la salute mentale dei cittadini ottimizzando gli
interventi. La commissione dovrà coinvolgere medici esperti in formazione
specifica psichiatrica per la Medicina Generale, per strutturare un preciso
filtro atto a contenere il referral al secondo livello (specialista psichiatra)
da parte degli stessi MMG provenienti da differenti realtà lavorative e di
diversa provenienza teorica (in essenza: farmacologi e logoterapeutici ) agli
psichiatri di riferimento della realtà milanese. 16.
RAPPORTI
CON LE AZIENDE. E’ molto importante che
esista un rapporto collaborativo e costruttivo fra Ordine dei Medici e Aziende,
infatti, una sinergia fra strutture professionali e mondo del lavoro, è lo
strumento ideale per consolidare una maggiore coscienza sull’uso corretto
delle risorse farmacologiche disponibili.
17.
FISCO E TRIBUTI. La
Commissione potrà preparare un promemoria da distribuire ai medici per
facilitare le procedure e le adempienze fiscali, sempre in continua
modificazione. Di grande importanza sarà inoltre definire quali vantaggi ci
potremo aspettarci dagli studi di settore attualmente in corso. 18.
TRATTAMENTO DI QUIESCENZA. Da
oltre un decennio è in corso, in Italia, un generale processo di riforma del
sistema pensionistico. Tutti i colleghi avvertono l’esigenza di uniformare i
contributi pensionistici alle normativa esistenti, nel rispetto della
sostenibilità e l’equilibrio finanziario del sistema. È evidente che il
nostro sistema previdenziale deve potersi adattare alle necessità del medico
riconoscimento, quando possibile, le proprie legittime attese. La commissione
potrà pertanto, rendere quanto più agevole possibile l’approccio a questa
fase così importante della vita professionale dei medici. 19.
RAPPORTI MEDICI
EXTRACOMUNITARI – MEDICINA MULTICULTURALE. Con
la caduta delle barriere politiche e la presenza nel Paese di un gran numero
d’immigrati si è creato un sovraccarico delle strutture sanitarie, infatti,
oltre alle comuni competenze mediche della popolazione stanziale, si sono
aggiunti numerosi problemi legati alla diversità delle lingue, alla differente
descrizione dei sintomi clinici, al diverso andamento clinico della patologia
(esempio la differente sensibilità dei pazienti di colore ai farmaci
antipertensivi, oppure come le differenti manifestazioni di disagio psichico).
Al medico sono sempre più spesso presentati quadri clinici atipici per
l’esperienza italiana come la tubercolosi polmonare, o alcune malattie
infettive rare. E’ importante definire un percorso di riflessione su queste
problematiche e progettare strumenti di aggiornamento specifici che possano
aiutare i colleghi e facilitare l’aggregazione fra medici provenienti da
ambiti culturali differenti. E’ necessario inoltre facilitare le attività
professionali di medici formati in altri situazioni culturali. 20.
STAMPA
MEDICA. La commissione dovrà definire i
criteri per un corretto rapporto fra carta stampata e professione medica. I
rapporti dovranno essere fondati su rispetto delle norme che regolano la
professione, sia dal punto di vista squisitamente normativo che dal punto di
vista etico. 21.
MEDICINA
DEL LAVORO. Le adempienze e gli obblighi
del medico competente, inizialmente definiti dalla Legge 626, sono stati
recentemente modificati. Si configura pertanto la necessità di aggiornare le
conoscenze dei medici competenti alle recenti norme e porre l’accento sulla
prevenzione dei rischi dell’ambiente di lavoro. 22.
TELEMEDICINA.
La Telemedicina è un’applicazione pratica che il progresso tecnologico ha
messo a disposizione dei medici e dei pazienti. Sicuramente può essere
un’opportunità per il miglioramento del controllo dei pazienti
ambulatoriali ma, come tutte le innovazioni, va disciplinata e ne va
implementato l'insegnamento delle corrette tecniche di connessione al sistema.
Le regole dobbiamo scriverle noi prima che altri ci costringano ad accettare i
loro parametri che spesso non tengono conto dell'aspetto umano di contatto tra
il medico e il paziente. Lavoriamo assieme per cogliere le opportunità positive
e stigmatizzare i lati oscuri guardando al futuro della nostra professione. 23.
BIOETICA.
Nella propria attività professionale il
medico impara a modulare i propri comportamenti in funzione alle variabili
economiche, sociali, legali. Queste variabili possono modificare profondamente
l’esito degli interventi, aumentando o riducendo l’efficacia di alcuni di
essi. La pratica della medicina deve quindi conoscere sempre meglio le
problematiche tipiche delle fasi più critiche della vita come adolescenza,
infanzia, terza e quarta età, palliazione oncologica e fine della vita e come
si modifica la comunicazione medico-paziente, al fine di meglio progettare i
propri interventi clinici nella tutela del paziente. La Commissione dovrà
verificare che siano sempre rispettati la vita e la dignità della persona,
criteri guida per l’attività dei medici. 24.
PARI OPPORTUNITA'. Le
donne medico non sono mai state adeguatamente rappresentate nella professione e,
a parità di preparazione, hanno profili di carriera meno prestigiosi. Il nuovo
Ordine intende trasferire nella professione l’impegno delle donne e le loro
proposte lavorative. 25.
UNIVERSITA',
INSEGNAMENTO, RICERCA. Si propone di
rendere l’Ordine, un luogo d’interlocuzione, di sviluppo professionale con
delega alla trasmissione del sapere medico. Ci proponiamo di correggere la
distorsione che ne deriva nella formazione dei giovani medici, solo ed
esclusivamente di tipo clinico (disease centered) contrapposta a una valutazione
centrata sull’individuo (patient oriented). Si tratta di avviare uno scambio
di collaborazioni con l’università, come occasione d’incontro e di crescita
professionale sia nel pre sia nel post graduate. L’università può
contribuire all’implementazione conoscenze, all'applicazione della ricerca sul
territorio tramite l’organizzazione di Congressi e Giornate di studio sui temi
cruciali d’attualità dell’esercizio della medicina e dell’organizzazione
sanitaria. L’insegnamento della Medicina di Famiglia, dopo il recepimento
della Direttiva Comunitaria 2001/19/CE avvenuto con il Dlgs 8 luglio 2003 n 277,
è stato inserito fra le discipline da insegnare nell’università, cosa che già
avviene nei più recenti sistemi sanitari. Questa evoluzione ha permesso di
realizzare processi formativi finalizzati per professionisti con caratteristiche
più adeguate alle più recenti modificazioni dei sistemi sanitari. Il discente
deve quindi acquisire adeguate conoscenze nella medicina generale. Molte facoltà
hanno stipulato accordi con gli Ordini per avere dei facilitatori per queste
attività. La commissione valuterà le caratteristiche dei tutor che potranno
svolgere quest’attività, in particolare considerando che le metodologie
d’approccio all’insegnamento andragogiche sono indispensabili per favorire
l’apprendimento degli adulti.
Poiché la ricerca in generale e quella clinica in particolare
devono a essere considerata tutti gli effetti un'occasione di formazione e
aggiornamento professionale, La Commissione si propone di prendere contatto con
le diverse associazioni professionali e/o istituzioni scientifiche
presenti sul territorio per promuovere le attivita' di ricerca sul
territorio e in Medicina Generale . In quest'ottica la commissione
cerchera' di valorizzare tale attivita' anche per otterne un giusto riconoscimento
ai fini ECM . 26.
VALUTAZIONE
APPLICAZIONE ACN E CONTRATTI. La
commissione ha la funzione di valutare la reale applicazione degli ACN ed
esprimere dei pareri ordinistici sui contenuti presentati negli accordi
sottoscritti fra istituzioni e personale medico. 27.
ODONTOIATRIA. La
commissione potrà proporre una modifica dei criteri di scelta dei
rappresentanti degli Odontoiatri all’interno dell’Ordine, in modo da
favorire la rappresentatività delle associazioni degli odontoiatri. Gli
obiettivi della commissione sono quelli di trasferire unità, rappresentatività,
cambiamento e innovazione, all’interno della professione odontoiatrica.
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